Musici

Quando alcuni anni fa ho avuta la fortuna di vedere ed ascoltare Chung Myung-whun dirigere l’orchestra della Scala a Milano, ho capito che la musica classica ti può regalare delle emozioni fortissime soprattutto a teatro: ascoltarla o vederla altrove è più rappresentazione, ... mai magia.

Il mio palchetto era molto vicino all’orchestra ed era quasi possibile sentirsene parte: lo stridio delle dita sulle corde dei violini, il rumore delle pagine di spartito nel loro girare, i respiri dei fiati, i sospiri dei timpani, poi gli sguardi tra esecutore e maestro e nei volti di noi spettatori l’estasi mista a rapimento. Tutto era appeso ad un filo, solo la perfezione teneva in equilibrio le parti.

Non ricordo i brani eseguiti, ma evidentemente non erano importanti quanto l’atmosfera creatasi. Di un concerto adoro anche i silenzi, quello iniziale e soprattutto quello finale, quando si torna a terra e l’applaudire ti dà la certezza di farne parte.

Marzo 2011

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